Le proprietà dell'acqua
L'acqua è il componente più abbondante
in tutti gli organismi viventi cui rappresenta anche più del 70% del peso. Essa
è quindi il mezzo di dispersione della materia vivente.
È ormai
generalmente accettato che i primi organismi hanno avuto origine negli oceani
primordiali quasi quattro miliardi di anni fa. È quindi evidente che
l'evoluzione delle prime forme di vita sulla terra è stata fortemente
influenzata dalle proprietà del mezzo in cui hanno avuto origine. Infatti, le
proprietà chimiche e fisiche dell'acqua condizionano tutti gli aspetti della
struttura e della funzione della cellula.
La vita
comporta un gran numero di reazioni
chimiche che hanno
luogo contemporaneamente in ciascuna delle cellule di un organismo vivente, in
funzione delle loro necessità. Questo richiede che le biomolecole siano capaci
di muoversi rapidamente e di incontrarsi frequentemente. Per questo la vita
richiede un ambiente fluido e l'acqua è incredibilmente adatta a questo scopo.
Come tutti
sanno una molecola d'acqua (H-O-H) è
costituita da un atomo di ossigeno e due di idrogeno, ciascuno dei quali è
strettamente legato all'ossigeno. Dato che i due elettroni (piccolissime
particelle dotate di carica negativa) responsabili del legame tra idrogeno e
ossigeno tendono a passare più tempo in prossimità dell'ossigeno piuttosto che
dell'idrogeno, avremo che l'atomo di idrogeno possiede una parziale carica
negativa (-0.82) e l'idrogeno una parziale carica positiva (+0.41). A causa di
tale proprietà possono formarsi dei legami di natura elettrostatica tra
l'ossigeno parzialmente carico negativamente di una molecola d'acqua e
l'idrogeno parzialmente carico positivamente di un'altra. Legami di questa
natura vengono definiti "legami a idrogeno" e sono responsabili delle
proprietà chimico-fisiche dell'acqua. Una importante caratteristica del legame
a idrogeno è la sua elevata "direzionalità",
che è molto importante nell'organizzazione delle strutture biochimiche, ad
esempio le strutture a elica che si osservano nelle proteine.
La maggior
parte delle proprietà dell'acqua
dipendono proprio dal legame a idrogeno. A causa del legame a idrogeno le
soluzioni acquose mostrano una elevata "coesione intermolecolare".
Anche se un singolo legame a idrogeno ha una forza relativamente bassa, pari a
circa il 5% di quella del legame intramolecolare che unisce i due atomi di
idrogeno all'atomo di ossigeno nella molecola d'acqua, il gran numero di legami
che possono instaurarsi tra le molecole d'acqua conferisce alle soluzioni
acquose una notevole coesione interna. Ad esempio, l'alto grado di coesione
interna dell'acqua viene utilizzato dalle piante per trasportare i nutrienti
disciolti dalle radici alle foglie.
Le
interazioni deboli causate da legami
di idrogeno sono fondamentali per i processi biologici, dato che possono facilmente formarsi
e rompersi continuamente in condizioni fisiologiche. La dinamica della vita
richiede cambiamenti rapidi delle interazioni intra- o intermolecolari che non
possono aver luogo se le interazioni in gioco comportano forze di legame troppo
elevate.
Perché una
specie biologica possa propagarsi nel tempo è necessario che il suo patrimonio
genetico sia conservato in forma stabile e venga trasmesso alla progenie con la
massima fedeltà possibile. Sono proprio i legami a idrogeno responsabili
dell'appaiamento tra le due eliche del Dna, della fedeltà del processo di
replicazione (nel quale il corredo genetico di ogni cellula in fase di
divisione, costituito dal Dna, viene duplicato per essere trasmesso alle due
cellule figlie), della trascrizione (sintesi delle molecole di Rna che
dirigeranno poi la sintesi delle proteine) e della traduzione (sintesi delle
proteine). Questi sono i processi fondamentali che governano il flusso della
informazione genetica fino alla costituzione di un essere vivente.
In
conseguenza dei forti legami a idrogeno intermolecolari l'evaporazione
dell'acqua richiede una quantità di energia insolitamente grande per una
molecola delle sue dimensioni. Questo fa sì che sia l'evaporazione che
l'ebollizione richiedano temperature sorprendentemente elevate permettendo
all'acqua di rimanere allo stato liquido alle temperature che si riscontrano
nella maggior parte delle stagioni sulla maggior parte della superficie
terrestre. Alcuni vertebrati, tra i quali l'uomo, usano l'elevato calore di
evaporazione per eliminare l'eccesso di calore corporeo sotto forma di sudore.
Le
interazioni intermolecolari dovute ai legami a idrogeno fanno sì che l'acqua
allo stato solido, il ghiaccio, assuma una struttura cristallina estremamente
regolare che gli conferisce una insolita proprietà:
L'acqua allo stato liquido è più
densa del ghiaccio. Questa proprietà è della massima importanza per la vita
sulla terra. Se l'acqua si comportasse come la maggior parte delle sostanze,
risultando più densa nello stato solido, il ghiaccio che si forma sulla
superficie dei laghi e degli oceani (si pensi alla calotta polare artica)
precipiterebbe sul fondo dove si accumulerebbe nel tempo fino a quando i laghi,
i fiumi e i mari gelerebbero completamente portando alla completa distruzione di
ogni forma di vita in essi contenuta. Dato che il ghiaccio è meno denso
dell'acqua nello stato liquido, esso si forma a partire dalla superficie verso
il basso. In tal modo il ghiaccio funge da ottimo isolante: uno strato di
ghiaccio sulla superficie di uno stagno protegge gli organismi acquatici dalle
rigide temperature esterne.
Un'altra
importante proprietà dovuta alle interazioni intermolecolari è che nel caso
dell'acqua sono necessarie cospicue quantità di calore sia per variarne la
temperatura che per modificarne lo stato
di aggregazione (solido, liquido o gassoso). Questo comporta che le
fluttuazioni termiche all'interno delle cellule siano minime, anche se la
temperatura dell'ambiente fluttua o se viene prodotto calore come sottoprodotto
del metabolismo, e questo dal punto di vista biologico è di grande importanza
dato che le reazioni biochimiche avvengono in un ristretto intervallo di
temperatura.
Un'altra
importantissima caratteristica dell'acqua è costituita dalle sue eccezionali
proprietà di solvente, cruciali
per i processi biologici che richiedono la solubilizzazione di un'ampia varietà
di ioni e di molecole grandi e piccole. Tutte le molecole in grado di formare
legami idrogeno saranno solubili e vengono definite "idrofile", mentre
le molecole che non hanno tale capacità saranno generalmente insolubili e
vengono definite "idrofobe". L'acqua è un eccellente solvente anche
per i sali.
Tale capacità
dipende dalle proprietà isolanti
dell'acqua che impediscono la riassociazione tra le particelle cariche
positivamente e negativamente (cationi e anioni) che costituiscono i sali.
L'interazione
tra le molecole d'acqua e particolari composti dotati sia di caratteristiche
idrofiliche che idrofobiche, come i lipidi delle membrane biologiche, è stata
cruciale per l'origine dei primi organismi viventi monocellulari. Tali molecole
in acqua possono formare delle membrane a doppio strato che si organizzano in
vescicole dove l'acqua si trova sia all'interno che all'esterno. Le membrane
biologiche a doppio strato, infatti, circondano tutte le cellule e separano i
vari compartimenti cellulari. L'acqua non è soltanto il solvente in cui
avvengono tutte le reazioni degli organismi viventi, essa molto spesso partecipa
anche direttamente alle reazioni. Ad esempio alcune reazioni di dissociazione
(idrolisi)
o di condensazione generalmente consumano o producono molecole d'acqua. I
prodotti terminali dell'ossidazione delle sostanze nutrienti come gli zuccheri,
che forniscono l'energia necessaria per la nostra sopravvivenza, sono l'anidride
carbonica e l'acqua. L'acqua che si forma in questo modo è in qualche caso
sufficiente alla sopravvivenza di alcuni animali in ambienti particolarmente
secchi (es. cammelli). Le piante verdi usano l'energia della luce solare per
trasformare acqua e anidride carbonica negli zuccheri (processo della
fotosintesi) che verranno utilizzati per l'alimentazione degli organismi
animali.
In
conclusione, possiamo senz'altro affermare che l'influenza dell'acqua nel corso
dell'evoluzione biologica è stata determinante. Se altre forme di vita si sono
evolute in altre parti dell'universo è molto probabile che abbiano trovato un
ambiente ove vi fosse disponibilità di acqua allo stato liquido e che quindi
rassomiglino alle forme di vita presenti sulla terra.
In caso
contrario, si può pensare che l'evolversi della vita non sia stato possibile a
meno di ipotizzare forme di vita completamente diverse e che difficilmente
possiamo immaginare.